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Racconti Incesti

Come ho Fottuto il Padre del Mio Ragazzo: Racconto Incesto

Chiacchierando con il mio compagno tramite e-mail, mi sono ricordata di una fantasia che avevo sul padre del fidanzato che avevo al liceo.  Ho iniziato a raccontare per filo e per segno tutte le mie fantasie sporche al riguardo, e mi sono ritrovata a masturbarmi mentre evocavo quei ricordi. Sebbene fosse tutto opera della mia fantasia, il mio desiderio da 18enne era così vivido ed inteso, che rendeva tutto vero nel mio immaginario. Avrei davvero voluto che tutto ciò accadesse per davvero e non solo nella mia mente. Per rendervi tutto  ciò più comprensibile, ho incluso alcuni ritagli del mio scambio via email, a seguire, il racconto della mia fantasia. Spero che vi piaccia tanto quanto è piaciuto a me!

Ho avuto l’ennesimo orgasmo, immaginando le mie vecchie fantasie, e mi sono sentita in qualche modo in colpa, quindi ho pensato che sarebbe stato meglio chiacchierare un po’ con te. So che non mi giudicherai duramente, e che posso dirti qualsiasi cosa 😀 Mi sento una ragazza così malefica

Baci G.

Sei una ragazza maleficamente sexy e mi fai eccitare come poche

Baci R.

Indosso la maglietta di Mirko mezza legata, un po’ ubriaca per essere tornata tardi quella notte. I miei seni sono quasi visibili dalla profondità della scollatura, specialmente quando mi piego. La parte inferiore della maglietta arriva a malapena alle mie cosce, coprendo appena il mio culo. Indosso le stesse mutandine che portavo a scuola, nere di un cotone molto soffice. Ovviamente niente pantaloni, sono a piedi nudi, i miei lunghi capelli stretti in un chignon, per quanto un po’ arruffati. Certo, sono appena stata fottuta. Mirko è ancora a letto a guardare il film che avevamo iniziato prima di fare sesso. È una mia abitudine fumare una sigaretta dopo aver scopato, e se c’è una bottiglia di birra in cucina, ancora meglio. Mirko ha dei genitori fantastici. Non sembrano mai preoccuparsi di queste piccole frivolezze.

Mentre scendo le ultime scale che conducono nella sua camera, guardo la finestra scorrevole sul corridoio adiacente. Sergio è seduto lì al tavolo del balcone con le spalle rivolte a me, il sigaro in mano, un bicchiere di vino rosso sul tavolo. Non posso fare a meno di sorridere quando noto che Michela non si trova in casa. Adoro quando siamo solo io e lui. Mi verso un po’ di vino nel bicchiere, prima di fare qualche passo indietro, spaventando un po’ Sergio, ma sorride quando vede che sono io. “Ti dispiace se mi unisco a te?” Chiedo senza mezzi termini, già tirando fuori la sedia accanto a lui e facendomi posto.

“Certo che no, Giorgia” sorride e fa scivolare la scatola di sigari cubani verso di me, i suoi occhi sfrecciano su e giù per il mio corpo quasi troppo velocemente senza farsi notare. O quasi.

“Grazie!” suono un po’ troppo vivace, tirando fuori un sigaro. Provo a cercare un accendino ma lo ha già in mano, che fa scorrere verso di me. Mi chino verso di lui, cercando di essere il più disinvolta possibile, e continuando a tenere il contatto visivo con lui. Mi riporta alla mente tutti quei vecchi film in cui l’uomo sexy accende una sigaretta alla donna, senza mai distogliere lo sguardo.

“Allora” dico espirando un po’ di fumo dal sigaro “A cosa stavi pensando da solo qui fuori?” Sergio sorride nel suo modo sexy e sento la mia figa gonfiarsi un po’ come capita in sua presenza, e le mie mutandine inumidirsi.

“Oh niente di interessante , cose di lavoro” risponde, soffiando un sottile flusso di fumo nella notte. Non posso fare a meno di guardarlo, ammirando come il fumo accarezzi le sue labbra. “E tu” sorride. “Stai passando una buona notte?”

Cerco di non gongolare troppo ovviamente. Sergio sa cosa facciamo nella stanza di Mirko, quando ci chiudiamo dentro. In effetti, a volte è nella camera da letto accanto alla nostra, mentre lo stiamo facendo. Mi sono sempre chiesta se può sentirci o meno. Riuscirà a capire quanto Mirko mi penetra in profondità? Sentirà il suono del mio culo che viene  sculacciato? O quando Mirko mi dice quanto adora scopare la mia figa calda? Si chiederà mai come ci si sentirebbe,  a penetrare la mia piccola fica da  adolescente? Quest’uomo un po’  vecchio da essere mio padre, con cui non perdo occasione di flirtare?

“Oh, passo sempre una buona notte quando vengo a casa tua” dico con un ghigno, distogliendo lo sguardo mentre penso a tutte le cose che suo figlio mi ha fatto stasera. Prendo un sorso di vino e allungo le gambe sotto il tavolo, rabbrividendo leggermente quando sento il tocco delle gambe di Sergio contro la mia coscia nuda. Lo guardo intensamente e mi mordo il labbro inferiore. So che lo ha sentito anche lui.

“Beh” la sua voce trema leggermente, ma il suo sguardo è fisso, prima bloccato sui miei occhi e poi spostandosi più in basso, verso la mia bocca, guardandomi avvolgere le mie labbra carnose attorno al sigaro “sembra sempre che voi due vi diate molto da fare” Ride un po’ nervoso. “Non che io origli o altro …”

“Certo che no” Lo guardo e rido, allungandomi di nuovo, ma questa volta lasciando che la mia gamba scivoli lungo la sua più lentamente, più deliberatamente, il mio piede nudo che poggia lungo la sua caviglia. Mi guarda incuriosito ma non dice nulla. “Sono sicura che non sarebbe così interessante per te, comunque”

“Oh, non lo direi, Giorgia” risponde lui, abbassando un po’ la voce, l’espressione sul suo viso un po’ più seria del solito. “A volte sono molto sorpreso da ciò che sento.” Riesco a sentire il rossore diffondersi sulle mie guance mentre lo dice, come se fossi stata scoperta, prima di finire nei guai. Apro la bocca per dire qualcosa, per alleggerire l’umore ma non mi viene in mente nulla.

Quando porto il sigaro sulle labbra, ci rendiamo entrambi conto che la mia mano trema, il sigaro trema nell’aria. Lo sento ridacchiare piano e finalmente mi guarda. I suoi occhi sono fissi sulla mia mano tremante. “Nervosa?” chiede, con un sorriso divertito.

“Io …” la mia voce si fa sempre più tenue. Sorrido timidamente, un po’ imbarazzata da quanto devo sembrare giovane, con la mia timidezza e l’imbarazzo. “Immagino di sì” riesco a dire. Dio, deve pensare che io sia una semplice bambina. Nelle mie fantasie non sono mai così.. così giovane e timida, e non mi vergogno di essere me stessa. Sento la sua mano accaldata che si appoggia sulla parte superiore del mio ginocchio, stringendo leggermente. Rimango senza fiato e lo guardo speranzoso. Lui sorride.

“Ti innervosisco?”

Annuisco lentamente, guardando in basso e trovando il coraggio di far scivolare la mia mano sopra la sua appoggiata al mio ginocchio. Voglio tenerla lì, e voglio molto di più, se solo potessi dirgli …

Fa scivolare la mano appena un po’ più in alto sulla mia gamba, fino alla mia coscia. Il mio cuore inizia a battere velocemente e sento la mia figa bagnarsi. È come se la mia figa fosse in fiamme, si surriscaldasse, mentre la sua mano è sempre più vicina … Si avvicina al mio orecchio e mi sussurra “Dimmi, Giorgia … Perché ti innervosisco così tanto?”

Si tira indietro per guardarmi mentre faccio fatica a collegare le parole. Faccio un respiro profondo. “Perché riesci a farmi sentire delle cose …” la mia voce trema. “… che non dovrei provare” Il mio sigaro rotola dalle mie dita nel posacenere, come se fossi troppo debole per tenerlo di più. L’altra mia mano inizia ad accarezzare la sua, guidandolo fino al bordo delle mie mutandine e poi, con le dita gli faccio sfiorare il punto bagnato della mia figa. I miei occhi incontrano i suoi e premo le dita contro il cotone bagnato. “Lo senti?” Chiedo dolcemente, come se fosse un segreto.

Lui annuisce e mi accarezza la fica attraverso le mutandine, avvicinandosi a me così da accarezzare meglio. Gemo piano. “Mi fai sentire una ragazza così cattiva …”

“Sei una ragazza molto cattiva, Giorgia” mi dice con voce roca nel mio orecchio. Sento la sua barba solleticarmi, e il suo respiro, così caldo. Spingo le dita sulle sue e lo aiuto a strofinare la mia figa calda attraverso le mutandine, quasi come se stessi usando la sua mano per masturbarmi …

Sento i suoi denti sul mio orecchio, seguita  dalla sua lingua, e gemo. Non riesco nemmeno più a controllarmi, così avida per lui.

“Lo sono” gli sussurro. Bacio piano il lobo del suo orecchio e poi lo mordo con i denti. Mi strofina più forte la figa attraverso le mutandine e io gemo nell’orecchio, incapace di resistere a un’altra supplica sporca sussurrata. “Per favore, Sergio … puniscimi …”

Mi avvicino per baciarlo, ma mi blocca stringendomi forte le spalle, e tenendomi ferma in modo da non potermi avvicinare di più a lui. Lo sguardo nei suoi occhi … che cos’è? Rabbia? Lussuria? Disgusto? Dio, per favore, lascia che non sia quello …

“Vuoi essere punita, ragazzina?” la sua voce è seria e calma. Il cuore mi batte all’impazzata, come quando ero piccolo e mi trovavo nei guai, ma anche per l’eccitazione, i miei capezzoli si stringono contro la camicia di lui, la mia figa si surriscalda ancor di più, l’umidità mi inzuppa il centro delle mutandine. Annuisco debolmente, mentre mi afferra i capelli per lo chignon, facendo abbassare la faccia sulla  zip dei pantaloni. Sento il suo cazzo duro filtrare attraverso il tessuto, e premere sul mio viso.

”Slaccia i pantaloni e succhiami il cazzo, piccola puttanella, se farai un buon lavoro, forse ti ricompenserò con una bella sculacciata …”

Adesso so per certo che ci ha ascoltati, ha sentito i duri schiaffi di Mirko contro la carne del mio culo. Mentre mi strofina la figa bagnata contro la gamba, mi piego sulle sue ginocchia come una  poco di buono. Sa che lo immagino quando Mirko mi sculaccia? Sa che voglio essere la sua cattiva puttana adolescente? Voglio che sappia … Voglio che sappia tutto, che mi faccia tutto ….

Mi tremano le dita ma riesco a slacciare i pantaloni, e a tirar fuori il suo cazzo duro. Oddio è perfetto, lungo, spesso e così duro. Adoro come lo sento in mano, così  gonfio. Lo bacio lentamente, concedendomi la levigatezza della sua testa, il sapore del suo piacere mentre mi cola sulle labbra. Lo guardo affamata e inizio a bagnare il suo cazzo con la mia bocca, leccando la punta, ammirando come brilla, baciandolo quasi amorevolmente, adorando, disperatamente. Voglio essere buona per lui … una brava bambina …

Avvolgo le mie labbra intorno alla punta del suo cazzo, facendo scivolare lentamente la mia bocca su di lui centimetro per centimetro. Voglio che sembri che mi stia facendo aprire la bocca con il suo cazzo. Come se stesse scopando una figa vergine e stretta. Geme mentre le mie labbra scivolano sempre più sulla sua lunghezza. Inclino la bocca in modo da poter andare avanti, così posso portarlo in profondità nella mia gola, e quando lo faccio, tengo il suo cazzo lì, completamente dentro di me, la mia gola che fluttua intorno alla punta. Lo guardo per l’approvazione e sorride, i suoi occhi pieni di lussuria e le sue mani sulla parte posteriore della mia testa, che spingono più in profondità in modo che il mio naso prema contro la sua pancia.  Riesce a sentire quanto mi fa eccitare? Voglio prenderne di più … Voglio che mi infili quel cazzo dentro, che mi stupri la bocca …

Alla fine mi libera e tossisco, ansimando per respirare, asciugandomi le lacrime dagli occhi. Mi batte le labbra con il suo cazzo. “Lo voglio ancora Sergio” lo supplico, aprendo la bocca per catturare il suo cazzo mentre lo schiaffeggia contro le mie labbra. “Per favore…”

“Che piccola puttanella” mi sorride. “La tua figa è abbastanza bagnata?”

Apro la bocca per rispondergli ma poi mi fermo e invece faccio scivolare la mano dentro le mutandine, disegnando l’apertura della mia fessura con la punta delle dita. Rimango senza fiato quando sento che la mia figa è diventata cremosa, ancora dolorante per essere stata fottuta da Mirko, ma inconfondibilmente gonfia e che si perde di desiderio  … Porto le mie dita bagnate sul viso di Mike, facendole scorrere ancora e ancora sulle sue labbra prima che lui le prenda in bocca e le succhia avidamente.

“Mmmm,” geme mentre lecca e succhia le mie dita bagnate. “Una giovane fica così dolce …” Mi solleva in piedi e poi si inginocchia, il viso a pochi centimetri dalle mutandine. Chiudo gli occhi e un momento dopo, sento il suo respiro su di me attraverso il cotone, poi il suo naso premuto contro la mia fessura, inspirando … Cazzo, è così bello, il suo respiro così caldo sulle mie mutandine, il suo naso che preme contro il mio clitoride. Gemo e mi agito, impaziente contro la sua faccia fino a quando finalmente mi tira giù le mutandine e porta la sua bocca alla mia fica bagnata.

“Ohhh dio … sì …” Le mie dita scivolano tra i suoi folti capelli grigi, spingendolo più in profondità. La sua bocca devasta la mia figa, i suoi baffi si sfregano contro il mio tumulo liscio. Allargo per bene le gambe per lui e le sue mani tornano al mio culo. Mi stringe così forte che rantolo un po’. Alza lo sguardo e sorride alla mia reazione. “Piccola puttanella.”

Improvvisamente sento lo schiaffo del suo palmo sul culo, prima una guancia e poi un’altra, più forte di quanto Mirko abbia mai fatto. La sua bocca è ancora bloccata sulla mia figa ma i suoi palmi si muovono contro la carne del mio culo così forte che non posso fare a meno di piagnucolare. Stringendomi le guance rosse, avvolge le labbra attorno al clitoride e succhia insistentemente, spingendo due dita in profondità nella mia figa e strofinando il punto G mentre mi lavora con la bocca.

“Oooohhh cazzo … sono così vicina Sergio … ohhhh ….” Le mie ginocchia cedono e cado un po’ in avanti, sopraffatta dal mio orgasmo che viene sparato attraverso tutto il mio corpo, perdendo nella sua bocca e sulla sua mano.

Sergio si alza in piedi e si spoglia in modo da poter farmi ammirare il suo corpo nudo per la prima volta. Faccio scorrere le dita sul suo petto, sorridendo per i peli grigi che si trovano lì. Dio è così sexy … Come posso volerlo così tanto anche quando è proprio davanti a me?

Appoggio la mia faccia sul suo petto e inizio a baciarlo, la mia lingua si trascina lungo la sua pelle, mordendo delicatamente, muovendosi verso le sue spalle sexy, il suo collo, facendo l’amore con ogni centimetro di carne a cui mi dà accesso. Le mie labbra trovano le sue e ci baciamo profondamente. Sento il sapore della mia fica in bocca e non posso fare a meno di esserne contenta. Ci stringiamo a vicenda, il suo cazzo duro preme sul mio tumulo nudo. Oh come lo voglio dentro di me. Voglio che mi penetri in questo momento … Come se mi stesse leggendo nella mente, mi chiede: “Dove vuoi il mio cazzo?”

“Nella mia figa, Sergio …”

Mi gira e mi piega sul tavolo in modo che le mie tette siano premute contro il vetro freddo e il mio culo sodo è arcuato verso il suo cazzo. Mi strofina lentamente la punta su e giù per la fessura. “Ti piace come ti senti, puttanella?”

“Oh cazzo sì … lo adoro … adoro il tuo cazzo, Sergio …” Mi tiro il più indietro possibile, sfidandolo a violare la mia piccola figa adolescente con quel grosso cazzo duro. È un’agonia, aspettare così. Ma continua a torturarmi.

“Mmm, voglio che tu mi dica una cosa, Giorgia” dice lentamente, trascinando ancora la punta del suo cazzo su e giù per la mia fessura, rivestendola nei miei succhi. “Hai mai pensato di fottermi? Voglio dire, prima di stasera … l’hai mai … immaginato?”

Mi giro a guardarlo da sopra la spalla, tutto il mio corpo sussulta di paura, eccitazione, senso di colpa. “Io …” la mia voce trema e provo a fare un respiro profondo e a ricominciare. ” … A volte provo a fingere che sia  … tipo, una cotta da scolaretta … innocente”

“Innocente?” Ride e poi mi sculaccia il culo con forza. “No, non penso che sia …” gemo impotente quando il suo palmo poggia sul mio culo, e questa volta è implacabile.

“Pensi a me quando scopi Mirko?”

I miei occhi ora lo supplicano mentre lo guardo di nuovo. “Sergio … non farmi rispondere …”

Spinge la punta del suo cazzo nella mia figa da dietro e inizia a scoparmi con solo la punta, appena qualche centimetro, e inizio a gemere. Mi schiaffeggia di nuovo il culo. “Vuoi altro cazzo?” Gemo e annuisco. “Allora raccontami piccola puttanella. Dimmi … Pensi a me quando mio figlio ti penetra? Desideri che sia io?”

“Ohhh dio … Sì … penso a te, Sergio … Vorrei che fossi tu,  e mi punisci proprio come stai facendo in questo momento … Vorrei che mi riempissi con il tuo cazzo!” Ho gli occhi ben aperti e posso sentire le mie guance arrossire per la vergogna. Sono così disperata per questa scopata, che potrei dire qualsiasi cosa. Riesco a malapena a guardarlo, ma sento la mia fica che cola oscenamente lungo le cosce …

Mi schiaffeggia di nuovo. Gemo mentre mi sculaccia più forte che mai, il mio culo diventa di un rosso vivo. “Chiedi il mio cazzo, piccola puttana. Così comincio a scopare la tua piccola fica adolescente calda!”

“Sì per favore !! Per favore Sergio…. Vaffanculo … Ti prego, seppellisci quel cazzo dentro di me … oh per favore !!!”

Sbatte il suo cazzo in profondità nella mia figa e io grido … “Ohhhhh !!” Il cazzo di Sergio è più grosso di quello di Mirko… mi riempie completamente … Gemo quando mi rendo conto di aver avuto il cazzo di suo figlio in me meno di un’ora fa. Mi sento una piccola troia così alla mano … e mi fa solo eccitare. Tenendo fermamente i miei fianchi, il mio corpo che si spinge in avanti ad ogni spinta. Mi tira forte i capelli e mi martella sempre più forte, più forte di quanto sia mai stata scopata. “Di più, dio, di più per favore … oohhh, sono così vicina !!!” Cedo all’ennesimo orgasmo, e mi ritrovo con i piedi che penzolano da terra, e tutto il mio corpo disteso sul tavolo.

“Ohh quella figa è così fottutamente stretta, e ha sborrato su tutto il mio cazzo!”

La mia fica inizia a spremere contro il suo cazzo duro, spremendo su di lui, e sulle sue palle … Sto gemendo, completamente spazzata dall’orgasmo, ma continua a martellare la mia povera piccola figa, implacabile, finché non lo imploro di rallentare.

Mi ci vogliono alcuni istanti per riprendermi, per sentire di nuovo i miei piedi toccare il suolo. Fa scivolare il suo cazzo fuori dalla mia figa e io mi alzo, girandomi verso di lui. Le mie gambe tremano ancora per  l’orgasmo e allungo una mano verso le sue spalle, avvicinandolo a me e baciandolo forte. La sua bocca è meravigliosa contro la mia, e io sono così avida di lui, succhio la sua lingua, cerco di portarlo dentro di me. Mi solleva da terra e mi fa sedere sul bordo del tavolo, rompendo il nostro bacio e guardandomi profondamente negli occhi. La sua mano viaggia lungo il mio corpo nudo, tra le mie tette, lungo la mia pancia piatta, le sue dita tracciano il contorno delle labbra gonfie della figa ma poi si spostano più in basso, più indietro. Rimango senza fiato quando sento il suo dito strofinare delicatamente contro il buco del culo, e sorride nel vedere il panico sul mio viso. “Mirko non ti ha ancora fottuta lì?”

Scuoto lentamente la testa, incapace di parlare, il mio cuore inizia a battere forte. Non ho mai nemmeno pensato di essere toccata lì, figuriamoci di essere fottuta.. Eppure, mi ritrovo con lui che si strofina contro il  buco del culo, diffondendo i succhi dalla mia figa in quel posto molto riservato. Si avvicina all’orecchio e mi sussurra: “Non sono ancora venuto. Sai per cosa lo sto salvando?”

Scuoto nervosamente la testa, ma ovviamente lo so. Dio, può sentire il mio cuore battere forte? Tutto il mio corpo si sta stringendo contro di lui, come se il panico si fosse diffuso ovunque. Perché non so come dirgli di no, ma non riesco a immaginare di dire di sì …

“Voglio scoparti dove nessun altro lo ha mai fatto” dice in modo provocatorio, le sue labbra si muovono contro il mio orecchio. “Neanche Mirko” I miei occhi si alzano e sento una lacrima scorrere lungo la mia guancia e gocciolare sulla sua spalla mentre parla. Lo può sentire anche lui? Ha idea di quanto sia spaventata? Voglio che lo sappia … “Ora, sarai una brava puttanella e porterai il mio cazzo lì?” torna indietro a guardarmi, sfiorandomi la lacrima sulla guancia con il dorso della mano. Annuisco silenziosamente  e lui sorride, baciandomi lentamente l’orecchio, il suo respiro mi riscalda. “Brava ragazza.”

La sua bocca percorre il mio corpo delicatamente, è così gentile ora, come se fosse quasi una persona diversa, la sua lingua che batte forte contro il mio capezzolo duro, i suoi baffi mi solleticano l’ombelico. Con baci morbidi lungo la mia fessura, leccandomi, facendomi bagnare di nuovo. Mi distendo sul tavolo e lui spinge le mie gambe contro il mio petto, esponendo il mio culo vergine al suo sguardo. Sento la sua lingua arretrare lentamente, come se non ci arrivasse mai, ma lo fa, e presto gemo dolcemente mentre la sua lingua mi scorre il culo, bagnandomi, esplorandomi. Senza volerlo, mi ritrovo a tirare le gambe più indietro, dandogli più gusto, dandogli in silenzio il permesso di penetrarmi con la lingua. “Ohhhh …” gemo quando finalmente mi apre, prima con la lingua e poi con il dito inzuppato nel succo della mia figa. “Altro … Sergio ….”

Si alza e mi tira fino al bordo del tavolo. Sono ancora piegata all’indietro, la mia figa e il mio culo aperti a lui, in attesa di essere violata. I miei occhi sono sui suoi, e vedo per la prima volta lo sguardo di pura lussuria sul suo viso mentre strofina il cazzo lungo la fessura e poi più indietro, premendo contro il mio culo vergine. Delicatamente, inizia a spingere la punta dentro di me e io piagnucolo, il respiro mi si blocca in gola quando grido di dolore. Mi sento così tesa, una tale invasione, così sbagliata … Sto scuotendo la testa, provando a fare respiri profondi, qualsiasi cosa per accogliere questo grosso cazzo, e riempiendo il mio posto più privato.

Geme. “Ohhh dio sei così fottutamente stretta, Giorgia … Mmmmm ….” Lo sento scivolare dentro di me lentamente, ogni centimetro della sua lunghezza mi riempie, come se non si fermasse mai … Mi mordo le labbra quando mi dice che è completamente dentro di me adesso, il suo cazzo nel mio culo, lo dice ancora e ancora, tenendosi dentro di me fino a quando non inizio a rilassarmi un po’ . Mi prende la mano da dietro il collo e la sposta sulla mia figa. “Gioca con te stessa, Giorgia…”

Faccio scivolare le dita tra le labbra della mia figa e sussulto quando mi rendo conto di quanto sono bagnato. Lui sorride. “Ti piace, bambina?” Iniziando a muovere il suo cazzo dentro di me, dentro e fuori, lentamente. Riesco a sentirmi allungare per adattarlo, per portarlo dentro di me, quasi come se fosse destinato a scoparmi in questo piccolo buco proibito. “Ohhh, dio …” adesso le mie dita lavorano più velocemente, qualcosa cambia dentro di me, qualcosa che si dipana, come voglio … “altro … Sergio … Altro, per favore … posso prenderlo tutto … più forte ….”

Geme e affonda il suo cazzo dentro di me, poi inizia a scoparmi sul serio, pompandomi per tutta la sua lunghezza, martellando nel mio culo stretto, e sto gemendo. La mia figa è così bagnata che riesco a malapena a trovare il mio clitoride attraverso tutta la crema, ma lo faccio e mi strofino così forte,  come non l’ho mai fatto prima, andando verso un orgasmo come nessun altro abbia mai conosciuto. La sua mano è sulla mia gola ora, e mi tiene appoggiata al tavolo mentre mi batte, e cazzo mi fa sentire così bene, le sue dita avvolte intorno al mio collo, il suo cazzo sepolto nel mio piccolo culo, il mio clitoride gonfio, la mia figa gocciolante , così vicina adesso, lo sento gemere e anche io, entrambi scatenandoci l’uno sull’altro. Tutto il mio corpo pulsa, si serra, munge il caldo sperma dalle sue palle e lo sento riempire il mio culo, sparare così profondamente dentro di me, un posto che non sapevo nemmeno esistesse fino ad ora.

Passano i secondi, ma sembra tutto più lungo. Si distende su di me, ansimando, fino a quando il suo cazzo finalmente si ammorbidisce e scivola fuori dal mio culo. Sospiro quando lo sento scivolare fuori da me, un vuoto che non avevo mai provato prima. Ritorna sulla sedia e mi tira a sé, staccandomi dal tavolo e attirandomi in grembo. Gli avvolgo le gambe intorno alla vita, baciandolo dolcemente. “Mmm, riesco a sentire quella sborra che mi cola in grembo sporca ragazzina” dice. Sorrido e mi districo dal suo abbraccio, cadendo in ginocchio sul pavimento. So cosa vuole … Non devo nemmeno chiedere. Lentamente lecco lo sperma dalle sue cosce, i miei occhi vagano dal suo grembo alla sua faccia, incontrando il suo sguardo. Guida la mia faccia verso il suo cazzo e apro la bocca, leccandolo anche lì, mangiando ogni goccia di sperma mentre mi passa le dita tra i capelli morbidi. “Questo è tutto, piccola puttanella … Pulisci il mio cazzo con la bocca …”

Ci ricomponiamo dopo pochi minuti, e mi guardo indietro verso la finestra, discutendo se dovrei andare di sopra e unirmi a Mirko nel letto. Sergio nota lo sguardo sul mio viso e sorride dolcemente, offrendomi un posto accanto a lui. Apre un pacchetto di sigarette e me ne offre uno. “Normalmente non lo fai … dopo?”