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Racconti Gay & Bisex

Io ed il Mio Insegnante: Racconto Bisex

Avevo appena compiuto 18 anni ed ero sempre disponibile per una buona scopata. Mi consideravo una ragazza molto sexy, alta e con delle grandi tette. Mi allenavo tutti i giorni, quindi il mio corpo era in perfetta forma, bello e tonico, e non solo, mi abbronzavo così da avere anche un bel colorito. E madre natura mi aveva dato dei lunghi capelli biondi e setosi e degli occhi blu luminosi.

Ho sempre avuto appuntamenti ogni venerdì e sabato sera. Andavo in una scuola privata, quindi è stato più difficile per me trovare nuovi ragazzi da scopare. Penso che durante il mio ultimo anno avevo scopato con quasi tutti che avessero avuto un cazzo grosso. Ho sempre cercato il più grande cazzo per soddisfare le mie esigenze. Tutti i ragazzi della mia età non potevano scoparmi per più di 20 minuti. Per me era stato un semplice riscaldamento, perché desideravo di più. Ho sempre adorato succhiare un grosso cazzo, più grande era, meglio era. Penso che era quello il problema principale, li succhiavo così a lungo che rendeva il sesso così breve.

Era un lunedì, ed eravamo già a metà dell’anno scolastico quando arrivò un nuovo insegnante di storia. Quanto era figo! Sembrava che avesse appena iniziato ad insegnare, uscito fresco dal college. Aveva una bella corporatura. I capelli neri, occhi azzurro chiari. Era la più grande svolta che mi potesse capitare. Ero decisa a scoparmelo prima che finisse l’anno scolastico. Ed iniziai a progettare un piano.

Che consisteva nel prendere brutti voti nella sua classe così da costringerlo a farmi da tutor dopo la scuola. Ogni giorno mi sedevo davanti e tenevo la mia camicia bianca un pò sbottonata da far intravedere la mia scollatura, e la gonna blu a quadri abbastanza alzata da far  vedere le mie cosce abbronzate e toniche. Sapevo che stava funzionando dal modo in cui mi guardava, e sbirciava la mia scollatura. Ogni giorno mi guardava sempre di più. Ero molto contenta che il mio piano stesse funzionando.

Passarono circa due mesi, quando il signor Carrara di decise a scrivere sul mio foglio di prova “Ci vediamo dopo le lezioni” Aspettai che tutti avessero lasciato l’aula e mi avvicinai alla sua scrivania.

“Sono peggiorata così tanto?”

“I tuoi voti sono scesi molto da quando ho iniziato ad essere il tuo insegnante. Perché stai andando così male? Sembri una signorina molto brillante, che cosa sta succedendo? Hai qualche problema a  casa? O scuola? Oppure sono i tuoi amici?”

“Beh, non so cosa dirle. Mi sento persa, per quanto studio non riesco a concentrarmi a dovere. Mi dispiace, cercherò di fare di meglio.”

”Sai che ti mancano solo due mesi per la laurea. Se non otterrai dei bei voti, tutto il duro lavoro fatto in classe non sarà valso a nulla e non ti laureerai. E questo non lo vuoi, vero?”

“No, penso di aver bisogno di aiuto, ma non so bene cosa fare.”

“Beh, Beatrice, posso aiutarti se vuoi, tutto ciò che devi fare è chiedere. Che ne dici di vederci dopo la scuola da domani così inizieremo a ripassare”. Lasciai la sua classe e tornai a casa. Sapevo che me lo sarei scopato a tutti i costi.

Quindi il giorno dopo, mi assicurai di essere presentabile . Indossai il perizoma di pizzo bianco e un reggiseno sempre di pizzo rosa che era più piccolo delle mie grandi tette. Volevo che traboccassero dal reggiseno così da ottenere l’effetto migliore. Agli uomini piace quello strabordare, fa loro desiderare di prendermi il reggiseno e succhiare i miei capezzoli turgidi e rosa. Feci la tipica alunna, intrecciai i capelli con dei codini, indossai persino delle calze che arrivavano fino alle ginocchia. Questo faceva impazzire tutti! Misi dell’olio per bambini tra le mie grandi tette per dare loro un bell’aspetto bagnato. Ed è un doppio bonus perché aiuta  anche con le spagnole. Ero pronta per la scuola.

La maggior parte della giornata è stata la stessa. Stesse vecchie classi ed insegnanti. Quindi storia è stata l’ultima lezione della giornata, ed era la mia lezione preferita. Il solo pensiero di cosa sarebbe successo dopo la lezione mi fece bagnare la figa. Come al solito, il signor Carrara guardò le mie grandi tette e cercò di insegnare alla classe. Poi suonò la campana ed ero pronta all’azione.

Mi sedetti accanto alla sua scrivania e sistemandomi la gonna, alzai quel tanto che bastava per far intravedere il mio perizoma. Il signor Carrara stava esaminando il testo di storia, mentre mi sporsi di più in modo da poter far vedere meglio le mie tette.

Era passata circa mezz’ora quando finalmente disse : “Mio Dio! Hai le tette fantastiche”

Riposi : “Oh, lo so, e sono molto sode, vuole vederle?”

“Sei pazza? Sono il tuo insegnante, se lo facessi verrei licenziato in tronco.”

“Va bene se non vuole. Capisco.” Poi ci fu un lungo silenzio.

Alla fine disse: “Fanculo, devo vederle, sembrano così belle. Non posso più resistere” Si avvicinò ma prima chiuse la porta della classe. Si sedette di nuovo accanto a me e disse: “Vediamo cosa nascondi”

Mi sbottonai il resto della camicia e rimasi solo con il reggiseno e la gonna da scuola. Gli uscì solo un “WOW!” Quindi allungò le mani ed afferrò le mie tette, massaggiandole. Lasciai che i lacci del mio reggiseno cadessero dalle mie spalle, in modo che potessero avere un aspetto migliore. Si chinò e baciò la parte superiore. Mi sentivo davvero bene, ma volevo di più. Ero troppo vogliosa. Mi allungai e sganciai il reggiseno che lasciai cadere tra le sue mani. Pizzicò delicatamente i miei  grossi capezzoli, era stato così bello che emisi un piccolo gemito per fargli sapere che mi piaceva.

Prima che me ne rendessi conto, mi afferrò per i fianchi e mi sollevò dal sedile per mettermi sul suo grembo. Iniziò a succhiarmi i capezzoli e la sua mano andò lentamente a scendere sulle cosce. Sentivo il rigonfiamento nei suoi pantaloni e volevo davvero vedere cosa si nascondesse  lì dentro. Mentre la sua mano tirava i lati del mio perizoma, stavo già slacciando i  suoi pantaloni. Contemporaneamente, lui mise le dita nella mia figa bagnata e le mie mani andarono dentro i suoi pantaloni per sentire quel cazzo duro.

Non ce la facevo più, scivolai lentamente dalle sue ginocchia e mi inginocchiai proprio di fronte a lui. Afferrai i suoi pantaloni e li tirai giù fino alle caviglie. Raggiunsi la zip e tirai fuori quel grosso pezzo di carne. Fui sorpresa di vedere che era il cazzo più grosso e grasso che avessi mai visto!

 “Oh mio Dio! Ma quanto è grande? Non ho mai visto un cazzo così  prima d’ora.”

“Allora, ti piace quello che vedi?” Non gli risposi, mi leccai le labbra e cercai di deglutire il più possibile.

Non appena lo feci emise un lieve gemito. Pensai che fosse tempo di stuzzicarlo ancora un po’  Presi il suo cazzo nella mia bocca e lentamente leccai e succhiai la grande testa. Poi  leccai l’intera lunghezza del suo albero, tornando sopra e ogni volta succhiavo un po’ più forte mentre scendevo ancora un po’ di più sul suo succoso cazzo. Succhiai quel cazzo a metà quando feci il mio piccolo trucco preferito. Lo tirai fuori dalla mia bocca, e me lo infilai per intero. Mi ero quasi impegnata, per infilarmelo tutto,ma valeva il lamento che gli uscì dalla bocca.

Il signor Carrara disse: ” nessuno è mai stato in grado di mettere tutto il mio cazzo in bocca in una volta sola”.

“È un modo in cui potrei essere promossa da lei?”

“Cazzo sì, basta che riesci a scopare bene quanto a succhiare”

Seppi che avevo una sfida davanti a me. Continuai a succhiare rumorosamente il suo grosso cazzo. “Oh sì, succhia quel cazzo. Sei una brava troia che succhia i cazzi, vero? Sì, fammi vedere quanto ti piace succhiare il mio cazzo! “

Afferrò entrambe le mie trecce e mi tirò più in basso sul suo membro. Adoro quando un uomo prende l’iniziativa e  mi scopa la bocca, mi fa bagnare la figa ogni volta. Iniziai a ficcarmi un dito sulla figa.

 “Sì, fammi vedere come giochi con la tua figa, sarà già bella bagnata. Se continuerai a succhiarmi il cazzo in quel modo, verrò direttamente nella tua bocca”

Per me andava bene, perché adoro il gusto dello sperma.

Risposi: “Allora andrò avanti, io adoro quando qualcuno mi viene in bocca, può spruzzarmi anche in faccia se vuole”

“Oh merda! Ho intenzione venire in tutto quel tuo bel viso!” Sparò tutto il suo carico sulla mia faccia. Era un grosso carico, iniziò a gocciolare sul mio mento e sulle mie grandi tette.

Mi alzai davanti a lui e mi tolsi  la gonna, così da fargli vedere il mio culo nel perizoma bianco. Iniziai a far scendere lentamente il perizoma e lasciai indugiare sul fondo delle mie guance. Con entrambe le mani allungò la mano e mi strofinò il culo.

 “Che culo perfetto che hai.” Poi con le mani spalancò il culo e succhiò il mio buchino. È stato strano per me, dal momento che nessuno aveva mai fatto una cosa del genere prima d’ora. Leccò fino alla mia figa.

 “Afferra le tue caviglie”.

Per quanto mi sentissi un po’ disorientata feci come disse.

Aprì le labbra della mia figa e cominciò a leccarmi. Leccò e succhiò il mio clitoride così bene che ero sull’orlo del miglior orgasmo della mia vita.

“Oh merda, sto per venire! Oh cazzo! Sì!” Quindi si alzò, mise due dita nella mia figa e mi fece avere un orgasmo pazzesco.

 “Hai una figa da troia?”

“No.”

Colpì il mio culo. Disse: “Non mentire, hai una figa da troia?”

Sibilai in risposta “Sì, ho una figa da troia!” mi sentivo particolarmente eccitata.

 Quindi, senza preavviso, fece scivolare il grosso cazzo nella mia figa bagnata e gocciolante. Speronò il suo cazzo nella mia figa con una tale forza che quasi mi buttò giù. Scopò la mia figa duramente, non passò molto tempo prima che ebbi l’ennesimo orgasmo. “Cazzo, sì, sto venendo! Cazzo, più forte! PIÙ FORTE! Sì, così!”

“Oh, la tua figa è così stretta! Adori questo grosso cazzo nella tua figa, vero? Sì, prendilo tutto e  mostrami quanto ami essere scopata da un grosso cazzo”

Le sue mani si erano spostate dai miei fianchi alle mie grandi tette. Mi pizzicò i capezzoli e disse: “Hai le tette migliori che abbia mai visto” Poi si fermò di colpo

“Girati, voglio mettere il mio cazzo tra quelle tue grandi tette”.

Fece scivolare il suo grosso cazzo tra le mie tette, unendole. Ogni volta che il suo cazzo si avvicinava alla mia bocca, succhiavo la testa.

 “Adesso alzati e siediti sulla mia scrivania”. Feci come diceva e iniziò a scoparmi così bene su quella scrivania. Gli misi le gambe sulle spalle per una penetrazione più profonda.

“DIO, mi piace vedere quelle grandi tette rimbalzarti in faccia!”

“Mi Succhi le tette e strofini il clitoride! Voglio sborrare ancora un po’ su tutto il suo cazzo” Mise la sua bocca calda e bagnata sul mio grosso capezzolo gonfio e lo succhiò forte. Lo adoravo! Poi, mentre mi stava scopando, mi strofinò il clitoride.

“Cazzo OH! STO VENENDO !!! Stronzo, mi fa venire così tanto. Devo scoparla più spesso!”

“Stronzo eh? È così che parli ad un tuo insegnante?!”

 “Alzati e afferra di nuovo le caviglie, troia affamata di cazzo!”

Speronò ancora una volta la mia figa. Mi sentivo così bene che stavo iniziando a chiedermi se qualcuno fosse ancora a scuola. Mentre stava scopando la mia figa bagnata e gocciolante, disse: “Sei pronta per il finale?” Prima che potessi rispondere, si era leccato le dita e se le stava strofinando attorno al mio stretto buco del culo. Non ero mai stata fottuta nel culo, quindi era tutto nuovo per me.

Tirò fuori il suo cazzo e  strofinò la testa sul mio. Poi disse: “Oh, ti piacerà questa parte, è la mia preferita.”

Mise lentamente il suo cazzo nel mio stretto buco. Inizialmente bruciava e faceva male, ma mi sentii meglio mentre andò più dentro nel mio culo.

Spinse il suo cazzo nel mio culo così forte da farmi male, ma questo lo fece venire.

“Oh Cazzo! Sì, è il tipo di culo che mi fa impazzire! Cazzo, metterlo nel tuo culo stretto è una meraviglia. Sì, ti piace quel grosso cazzo nel culo, vero? Ahhhh! Cazzo sì! Mmmmmm! Sei pronta? Perché voglio venire su quelle tue grosse tette! Girati e prendilo! “

Detto questo, mi girai e lui sparò su tutte le mie grandi tette. Mi colpì  in faccia e su tutte le tette e lo stomaco.

“Ora sii una brava studentessa e puliscimi il cazzo! Leccalo per bene. Oh, ami quel cazzo, vero?”

Leccai e succhiai il suo grosso cazzo per pulirlo. La mia figa pulsava ancora per le grandi capacità del suo cazzo. Il buco del culo stretto che avevo una volta, era  stato allargato. Tutti questi erano ottimi segnali, che indicavano la miglior scopata della mia vita. Non vedevo l’ora di scoparlo di nuovo.

 “Se ne vuoi di più di cazzo, devi incontrarmi a casa mia dopo la scuola ogni giorno fino a quando non avrò finito con te”

Annuì con la testa e finì di succhiargli il cazzo, e  dopo mi alzai per pulirmi. Misi insieme tutte le mie cose ed ero quasi fuori dalla porta, quando il signor Carrara disse: ” Beatrice, ti diplomerai in tempo finché manterrai il nostro accordo.”